LA COMMEMORAZIONE DELLA FIGURA DEL PARTIGIANO "BISAGNO" DIVENTA LA FIERA DELL'INSINUAZIONE
Domenica ventisette maggio, a Rovegno (Ge), nell’entroterra genovese, si tiene la commemorazione annuale della figura del partigiano cattolico Aldo Gastaldi, nome di battaglia Bisagno.
Quest’anno è presente anche Marco Bucci, sindaco di Genova, che deve farsi perdonare la scelta di delegare un consigliere comunale a rappresentarlo alla commemorazione dei caduti repubblichini nella guerra di liberazione contro di loro ed i fascisti tedeschi.
Il primo cittadino del capoluogo ligure, pensando di riparare in qalche modo alla vergognosa scelta sopra ricordata, si presenta con la fascia tricolore, e sproloquia di cose che evidentemente non conosce, visti i personaggi politici con i quali si accompagna.
Parla di gratitudine verso «chi ci ha dato la nostra libertà», ma non menziona mai neppure di striscio i partigiani e la Resistenza: come a dire che sopporta la figura del commemorato soltanto perché era un partigiano bianco.
Ma c’è anche chi fa peggio di lui: il figlio del fratello di Bisagno, omonimo del comandante partigiano, in una intervista andata in onda al Tg Regione Liguria della sera stessa, torna a proporre il ritornello della presunta uccisione dello zio da parte dei partigiani rossi.
Lo fa velatamente, attraverso l’invito a «riconoscere i fatti avvenuti in quel periodo per come sono andati veramente, anche se questo può fare male», ma è evidente il riferimento alla versione alternativa della morte del Bisagno rispetto a quella ufficiale che la attribuisce alla caduta da un camion.
Bosio (Al), 30 maggio 2018
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com